CONSULTORIO FAMILIARE E ENTE GESTORE
AREE DI CONSULENZA AMBULATORIALE
PRESTAZIONI
ORARI
EQUIPE
PERCORSI PSICOLOGICI
PARTECIPAZIONE ALLA SPESA E TICKET
ESENZIONI
INCONTRI DI GRUPPO E CORSI
PRESTAZIONI IN REGIME NON SSN
PRESTAZIONI NON CONSULTORIALI E NON EROGATE IN REGIME DI SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Su indicazione dell’ASL presso il Consultorio non è possibile erogare in regime di Servizio Sanitario Nazionale le prestazioni ginecologiche alle donne oltre i 60 anni di età. Queste prestazioni vengono comunque erogate in regime di SOLVENZA chiedendo come corrispettivo un importo pressochè equivalente al ticket, ma non potendo concedere le esenzioni previste (né età, né patologia, né altre), delle quali le donne possono usufruire presso gli ambulatori dell’ASL.

E’ possibile accedere alle prestazioni di “consulenza e educazione sanitaria” e di “sostegno-consulenza allattamento al seno” erogate dall’Assistente Sanitaria anche in regime di SOLVENZA, senza alcuna prescrizione del medico o del pediatra di base. In casi particolari, su richiesta della paziente e previo accordo dello specialista, l’Assistente Sanitaria può erogare tali prestazioni anche al domicilio per puerpere e neonati su problematiche connesse all’allattamento e al puerperio.

Qualsiasi paziente può accedere al servizio di Insegnamento del Metodo Naturale per la procreazione responsabile “Billings” svolto presso il consultorio dall’Insegnante specializzata. La prima consulenza è erogata gratuitamente, mentre le successive sono erogate in regime di SOLVENZA.

Il Consultorio non può offrire più di 24 prestazioni psicologiche o psicoterapeutiche. Dopo tale percorso il Consultorio dovrà interrompere la consulenza e i pazienti dovranno rivolgersi a un servizio privato. Per le prestazioni private il paziente, se vuole, può rivolgersi a qualsiasi Specialista che opera in un proprio studio o ad uno degli stessi Specialisti che collabora con il Consultorio, eventualmente anche presso uno studio limitrofo alla sede del Consultorio, in un regime di SOLVENZA. In quest’ultimo caso i pazienti che avessero difficoltà a sostenere in parte o interamente il costo delle prestazioni private potranno rivolgere una richiesta di patrocinio (parziale o totale) agli organi dell’Associazione che valuteranno secondo il caso personale e secondo le risorse economiche disponibili